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AirTag e smart tag usati per seguire le persone, come accorgersene

Per accorgersi di un AirTag o di uno smart tag usato per seguire i Suoi spostamenti conviene prestare attenzione agli avvisi del telefono sui tracker sconosciuti, controllare con calma borse, abiti e auto e, se il sospetto resta, far verificare veicolo e oggetti personali con strumenti professionali, perché un tag ben nascosto non si vede e non sempre suona.

Reparto tecnico StopMicrospie, pubblicato il 11 giugno 2024

Gli smart tag sono piccoli dischetti o tessere nati per ritrovare chiavi, borse e valigie, che comunicano la propria posizione appoggiandosi agli smartphone che passano nelle vicinanze; proprio perché costano poco, hanno una batteria che dura mesi e non richiedono alcuna SIM, vengono usati anche per seguire gli spostamenti di una persona a sua insaputa, infilandoli in una borsa, sotto il sedile di un'auto o nella fodera di un giubbotto. Sapere come funzionano, quali segnali devono far nascere un sospetto e come comportarsi se se ne trova uno permette di affrontare la situazione con lucidità, senza sottovalutarla e senza farsi prendere dall'ansia.

Come fa un oggetto così piccolo a seguire una persona?

Un AirTag, come gli altri smart tag in commercio, non contiene un ricevitore satellitare e non ha una propria connessione alla rete cellulare; si limita a emettere a intervalli regolari un segnale Bluetooth a corto raggio, che viene captato dagli smartphone compatibili presenti a pochi metri di distanza, i quali a loro volta comunicano in forma cifrata e anonima la posizione al proprietario del tag. Il risultato è che in città, lungo una strada trafficata o in un centro commerciale la posizione viene aggiornata di continuo grazie ai telefoni dei passanti, mentre in campagna o in un garage isolato può restare ferma anche per ore.

Rispetto a un localizzatore GPS tradizionale, che va alimentato, ha bisogno di una SIM e trasmette sulla rete cellulare, lo smart tag è più semplice da nascondere e difficile da individuare con un rilevatore di frequenze pensato per la telefonia, perché trasmette con una potenza molto bassa e su una banda, quella del Bluetooth, affollata da cuffie, orologi, automobili e altri apparecchi di uso comune. Chi vuole capire meglio le differenze con i dispositivi che si installano sui veicoli trova un approfondimento nell'articolo sulle microspie per auto.

Quali avvisi danno gli smartphone e perché non bastano?

I produttori, consapevoli dell'uso improprio, hanno introdotto alcune protezioni; gli iPhone avvisano quando un AirTag che non appartiene all'utente si sposta insieme a lui per un certo tempo, anche sui telefoni Android esistono funzioni che segnalano i tracker sconosciuti e permettono di avviare una ricerca manuale, e il tag rimasto a lungo lontano dal proprietario emette un suono. Sono accorgimenti utili, che hanno permesso a molte persone di scoprire un tag nascosto, ma non vanno considerati una garanzia, perché l'avviso arriva solo dopo che il dispositivo ha viaggiato con la persona per un po', dipende dalle impostazioni e dall'aggiornamento del telefono e non copre tutti i modelli in commercio, alcuni dei quali funzionano con reti e applicazioni diverse.

Va considerato anche che l'avviso può comparire in un momento in cui non si è in grado di cercare con calma, per esempio alla guida, e che il suono del tag può risultare poco udibile se il dispositivo è avvolto in un'imbottitura o è stato alterato; per questo, se il sospetto è concreto, è meglio non affidarsi soltanto al telefono.

Quali segnali devono far nascere un sospetto?

Più che un singolo indizio conta la coincidenza di più elementi, come una persona che si presenta nei luoghi frequentati senza che nessuno glieli abbia comunicati, commenti su spostamenti che non sono stati raccontati, un avviso del telefono comparso più volte nello stesso periodo, un leggero suono di provenienza incerta dall'auto o dalla borsa, oppure oggetti che non si ricordava di avere. Nei periodi di tensione personale o familiare, o quando un rapporto di lavoro si sta chiudendo in modo conflittuale, questi segnali vanno presi sul serio, sapendo che un controllo ordinato consente di chiarire la situazione in tempi brevi.

Dove viene nascosto più spesso e come si controlla?

Gli smart tag sono pensati per stare in tasca o in borsa, quindi i nascondigli tipici sono gli oggetti che la persona porta con sé ogni giorno, come le fodere e le tasche interne di borse e zaini, i portadocumenti, le custodie degli occhiali, i passeggini e i seggiolini dei bambini; nell'auto si trovano sotto i sedili, nelle tasche delle portiere, nel vano della ruota di scorta, dietro i paraurti o nelle intercapedini del bagagliaio, a volte fissati con nastro adesivo. Un primo controllo personale si può fare con calma, svuotando del tutto la borsa, tastando le cuciture, guardando con una torcia nelle zone dell'auto che si raggiungono senza smontare nulla e usando la funzione di ricerca dei tracker sconosciuti del proprio telefono.

Il controllo fai da te ha però un limite evidente, perché un tag inserito in un'imbottitura o dietro un pannello non si vede e non si sente; in questi casi la bonifica professionale affianca la ricerca dei segnali Bluetooth, confrontata con l'elenco dei dispositivi legittimi presenti, al rilevatore di giunzioni non lineari, che individua i componenti elettronici anche quando sono nascosti o spenti, e all'ispezione fisica delle parti accessibili. Il modo in cui controlliamo auto, moto e imbarcazioni è descritto nella pagina sulla bonifica dei veicoli.

Che cosa fare se si trova uno smart tag?

La reazione istintiva è gettarlo o togliergli la batteria, ma è meglio fermarsi un momento, perché il dispositivo è una prova; conviene fotografarlo nel punto in cui è stato trovato prima di spostarlo, annotare data, ora e luogo del ritrovamento e, se lo si deve toccare, farlo con dei guanti per non cancellare eventuali tracce. Alcuni smart tag, avvicinati a uno smartphone compatibile, mostrano il proprio numero di serie, un dato che il produttore può collegare all'account del proprietario quando lo chiede l'autorità giudiziaria, e anche per questo il dispositivo va conservato intatto e consegnato alle forze dell'ordine insieme alla denuncia.

Chi teme per la propria incolumità non deve affrontare da solo la persona che sospetta, né cercare di restituire il tag in modo provocatorio; deve rivolgersi alle forze dell'ordine e, se si tratta di una situazione di violenza o di persecuzione, può chiamare anche il 1522, il numero gratuito antiviolenza e stalking attivo a ogni ora. Seguire una persona di nascosto può integrare reati diversi a seconda delle circostanze, e la valutazione del caso concreto va fatta con il proprio avvocato. Se ritiene utile un controllo, La invitiamo a contattarci da un telefono che non si trovi nel luogo sospetto, senza cambiare le Sue abitudini prima dell'intervento.

Domande frequenti

Un AirTag può registrare le conversazioni?

No, uno smart tag comunica soltanto la propria posizione e non contiene un microfono; il rischio riguarda gli spostamenti, non ciò che si dice.

Gli avvisi del telefono funzionano con smart tag di qualsiasi marca?

Dipende dal modello del tag e dal sistema operativo del telefono; alcuni tag usano reti e app diverse e possono non essere segnalati, per questo l'avviso non è una garanzia.

Si può risalire a chi ha nascosto lo smart tag?

Il numero di serie può essere collegato all'account del proprietario, ma solo l'autorità giudiziaria può chiederlo al produttore; per questo il tag va conservato e consegnato con la denuncia.

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Prima di contattarci La preghiamo di non chiamare né scrivere dal luogo che teme sia controllato, né da un telefono o da un computer che potrebbe esserlo; usi un altro apparecchio e ci dica solo l'essenziale, il resto lo vediamo di persona.

Ha il dubbio di essere ascoltato?

Ci chiami da un telefono che non sia nel luogo sospetto; il preventivo è senza impegno.